INTERNI. The Magazine of Interiors and Contemporary Design

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Design & Made in Italy!
Archivio: FuoriSalone 2016

Design & Made in Italy!

Nasce a Pechino l’Italian Design Center, centro dedicato alle eccellenze italiane
Data Pubblicazione: 14 April 2016

Un’Aula Magna impreziosita da autorità (Francesca Balzani, vicesindaco di Milano; Wang Dong, console cinese a Milano), manager (Wang Linpeng, presidente di Easyhome; Lin Yinghua, general manager Easyhome Top Design Centre; Wang Peng, investment&management director Easyhome; Jiang Haofan, general manager Happy Mall International Trade co; Amedeo Scarpa, coordinatore direttore ICE in Cina), architetti (Stefano Boeri, Michele Brunello e Yibo Xu di SBA Architetti China) cinesi e italiani ha assistito alla presentazione dell’Italian Design Center, centro interamente dedicato alle eccellenze italiane, con particolare focus su design e food made in Italy che sta sorgendo a Pechino.

Ideato da Easyhome Goho, leader nella vendita di arredamento e design made in Italy nata a Pechino nel 2010, progettato da SBA Architetti China con sede a Shanghai, Italian Design Center sarà un centro dedicato ai consumatori di fascia medio alta che desiderano vivere l’esperienza di acquisto di prodotti ricercati che rappresentino il meglio del saper fare italiano.

Un progetto che nasce non solo con un fine commerciale, ma di rafforzamento del legame tra Italia e Cina.

“In Cina, il design italiano c’è già da tempo, come anche le aziende italiane sono presenti da tempo sul territorio. La novità di Easyhome si esplica in due forme di relazione: da un lato, aprire una finestra dedicata al design&food italiani sul mercato cinese creando un laboratorio creativo, dall’altro la volontà di tutelare con attenzione, in questo scambio, copyright e autenticità dei prodotti”, ha spiegato l’architetto Stefano Boeri.

Sulla stessa linea Amedeo Scarpa di ICE: “La Cina sta crescendo in questi ultimi anni puntando soprattutto su qualità, tutela della proprietà intellettuale e lotta alla contraffazione”.

Italian Design Center illustrerà ai consumatori cinesi lo stile di vita italiano, diventando un ponte capace di collegare Italia e Cina nel design e nel food. Grazie a Easyhome, piattaforma, ecosistema per il mercato del mobile in Cina, e grazie a SBA Architetti, che ha saputo farsi “ponte” tra due diverse identità culturali e commerciali.

Del resto, nei suoni della lingua cinese “ciao” e “benvenuto” significano anche “ponte”.

Testo di Danilo Signorello – Foto di Efrem Raimondi

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Untaggable Future Untaggable People
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Untaggable Future Untaggable People

Al via alla Torre Velasca il ciclo di incontri di Audi City Lab
Data Pubblicazione: 13 April 2016

Si è aperto ieri sera in Torre Velasca Untaggable Future, il laboratorio di idee di Audi in occasione del FuoriSalone, con il primo dei quattro incontri previsti, Untaggable People.

Il percorso tematico di questa edizione “raccoglie le testimonianze di alcune personalità ‘untaggable’ del nostro tempo, non etichettabili, multidiscipliari”, ha affermato nella presentazione Fabrizio Longo, brand director Audi Italia, “perché sembra sia proprio questa la virtù indispensabile per affrontare il futuro”.

Gilda Bojardi, direttore di Interni, ha poi annunciato il concorso Velasca Progetto Design – Idee sotto la Torre, lanciato da UnipoSai, che coinvolgerà le scuole di Milano per progettare nuovi arredi (con premiazione il 30 giugno).

Quindi Massimo Russo, condirettore de La Stampa, ha dato il via agli interventi, premettendo che gli untaggables convocati hanno dimostrato speciali doti di adattabilità al cambiamento, anzi, sono essi stessi in continuo cambiamento.

Un valore messo in evidenza anche dal primo degli ospiti, il sociologo Francesco Morace, che ha ricordato come il nostro tempo premi l’unicità delle persone, più che la loro appartenenza a un gruppo, e la capacità di entrare in relazione con tutti.

A seguire, Guido Guerzoni, professore della Bocconi ed esperto di tatuaggi, ha definito alcune qualità degli untaggables, come la curiosità e la passione per quello che si fa, di qualsiasi cosa si tratti.

Una qualità ben interpretata da Marcelo Burlon, altro ospite, mito dei teenagers per la sua linea di moda tribale; Burlon ha raccontato come la sua storia di successo sia fondata sulla capacità di re-inventarsi e di creare relazioni.

La serata si è conclusa con un dialogo a tre tra Carlo Freccero, membro del cda Rai, il comico youtuber Daniele Doesn’t Matter e Giovanni Perosino, head of marketing communication Audi, che ha prospettato come le auto ci daranno una mano a recuperare tempo, sostituendosi a noi nella guida, creando così la 25° ora del giorno, un’ora guadagnata alle nostre passioni.

Testo di Antonella Galli – Foto di Efrem Raimondi

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Voices from Radura
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Voices from Radura

Viaggio tra sostenibilità ambientale, biodiversità e post-umano
Data Pubblicazione: 13 April 2016

Sono state tre ore piacevoli, all’insegna della sostenibilità ambientale, quelle che hanno scandito il tempo nell’installazione Radura, realizzata da Stefano Boeri Architetti al centro del Cortile della Farmacia, durante l’appuntamento Voices from Radura, rassegna di incontri organizzati da EasyHome Goho.

A fare gli onori di casa l’architetto Stefano Boeri, che ha raccontato la genesi dell’installazione. “Simbolo della Ca’ Granda è da sempre la colomba, quindi avevo pensato a una grande voliera, un intervento delicato che valorizzasse lo spazio. Poi a un nido, con un perimetro trasparente. Infine, ecco Radura, uno spazio intimo e raccolto”.

350 colonne di legno friulano, una struttura che racconta la storia di un territorio italiano e una storia altrettanto importane di sostenibilità. La musica misura la differenza tra spazio interno ed esterno: quattro brani composti dal musicista Ferdinando Arnò e il cortile come cassa armonica per un luogo di relax e rigenerazione.

Di relax e rigenerazione hanno parlato anche Michele Morgante (Innova FVG) e Matteo Marsilio (Filiera Legno FVG) illustrando le attività dei due enti che si occupano il primo di ricerca concentrata sullo sviluppo del territorio montano del Friuli, mentre il secondo è un consorzio di aziende che lavorano il legno friulano dal bosco al prodotto finale.

Per entrambi, la sostenibilità ambientale è un valore centrale per lo sviluppo e la crescita del pianeta, così come la biodiversità. Due valori “incarnati” da tanti progetti di Stefano Boeri e che hanno unito i protagonisti nella realizzazione di Radura.

In un ideale file rouge, valorizzazione paesaggistica e ambientale è stato il tema al centro dell’intervento di Marco Giachetti (Fondazione Sviluppo Ca’ Granda) che ha raccontato le attività della Fondazione che gestisce un patrimonio agricolo di 85 milioni di mq, con oltre cento cascine e due mila unità immobiliari. Una valorizzazione che abbraccia beni di interesse storico e artistico e sviluppo del sistema forestale e agroalimentare riferiti alla sicurezza e alla qualità alimentare.

A chiudere il cerchio di questo viaggio nella sostenibilità e nella biodiversità hanno pensato gli studenti del corso di Urbanistica del Politecnico di Milano (tenuto dai professori Stefano Boeri e Michele Brunello)

Al centro, il progetto Milano Animal City (città e biodiversità, relazioni tra uomo, vegetazione e animali nel contesto ostico delle metropoli contemporanee) in dialogo con l’esperienza di Waiting Posthuman “piattaforma di ricerca sul post-umano per ridefinire il concetto di essere umano”, secondo le parole del filosofo Leonardo Caffo che ne presentato le linee di fondo. Essere umano che non rappresenta solo forme di vita, ma tentativi di ristrutturazione di forme di vita come l’arte, l’architettura, la musica.

Testo di Danilo Signorello – Foto di Efrem Raimondi

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Interni Open Borders: oltre i confini del design
Archivio: FuoriSalone 2016

Interni Open Borders: oltre i confini del design

Al via oggi, con la Conferenza Stampa di presentazione nell’Aula Magna dell’Università degli Studi di Milano, la mostra evento di Interni
Data Pubblicazione: 11 April 2016

Qual è il vero significato di Open Borders? Che ogni cosa ha una sua origine precisa, senza la quale non potrebbe esistere contaminazione. Partendo da questo dato di fatto, l’evento di Interni vuole porsi oltre i normali confini del progetto. Sia nei materiali, sia nelle forme. E, è il caso di dire, anche oltre i confini fisici delle tre location: Università degli Studi, Orto Botanico di Brera e Torre Velasca.

E Milano è la città ideale per questo tipo di esplorazione. Se esiste in Italia una città veramente open borders, questa è Milano. Città di incroci e ibridizzazioni perenni. Metropoli poliedrica in continua evoluzione, piattaforma internazionale e laboratorio di innovazione, Milano sfugge a qualsiasi tentativo di definizione.

Sperimentazione e contaminazione, innovazione e dialogo, definizione dell’indefinibile (come succederà ad Audi City Lab): tutto questo sarà Interni Open Borders, da oggi fino al 23 aprile.

Nella città dove già secoli fa Leonardo sperimentava e innovava superando gli allora usuali confini della conoscenza umana, è nata l’industria del design. E design significa bellezza, creatività, ricerca, cultura, industria.

Spesso la definizione di industria della cultura fa storcere il naso. Ma non è forse vero che le risorse investite in cultura non sono mai a fondo perso? Da questo punto di vista, l’evento di Interni è da sempre una contaminazione di idee, progettualità, creatività, ricerca e industria, rappresentata da tutte le aziende partner che permettono la realizzazione della mostra-evento durante la Design Week milanese.

Il risultato che ne scaturisce è la bellezza: delle installazioni, delle location che le accolgono, di incontri e dibattiti che animano la settimana. E se forse la bellezza non salverà il mondo, sicuramente permetterà sempre di conoscerlo, progettarlo, migliorarlo.

Testo di Danilo Signorello – Foto di Efrem Raimondi

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