INTERNI. The Magazine of Interiors and Contemporary Design

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Untaggable Future Untaggable People
Archivio: FuoriSalone 2016

Untaggable Future Untaggable People

Al via alla Torre Velasca il ciclo di incontri di Audi City Lab
Data Pubblicazione: 13 April 2016

Si è aperto ieri sera in Torre Velasca Untaggable Future, il laboratorio di idee di Audi in occasione del FuoriSalone, con il primo dei quattro incontri previsti, Untaggable People.

Il percorso tematico di questa edizione “raccoglie le testimonianze di alcune personalità ‘untaggable’ del nostro tempo, non etichettabili, multidiscipliari”, ha affermato nella presentazione Fabrizio Longo, brand director Audi Italia, “perché sembra sia proprio questa la virtù indispensabile per affrontare il futuro”.

Gilda Bojardi, direttore di Interni, ha poi annunciato il concorso Velasca Progetto Design – Idee sotto la Torre, lanciato da UnipoSai, che coinvolgerà le scuole di Milano per progettare nuovi arredi (con premiazione il 30 giugno).

Quindi Massimo Russo, condirettore de La Stampa, ha dato il via agli interventi, premettendo che gli untaggables convocati hanno dimostrato speciali doti di adattabilità al cambiamento, anzi, sono essi stessi in continuo cambiamento.

Un valore messo in evidenza anche dal primo degli ospiti, il sociologo Francesco Morace, che ha ricordato come il nostro tempo premi l’unicità delle persone, più che la loro appartenenza a un gruppo, e la capacità di entrare in relazione con tutti.

A seguire, Guido Guerzoni, professore della Bocconi ed esperto di tatuaggi, ha definito alcune qualità degli untaggables, come la curiosità e la passione per quello che si fa, di qualsiasi cosa si tratti.

Una qualità ben interpretata da Marcelo Burlon, altro ospite, mito dei teenagers per la sua linea di moda tribale; Burlon ha raccontato come la sua storia di successo sia fondata sulla capacità di re-inventarsi e di creare relazioni.

La serata si è conclusa con un dialogo a tre tra Carlo Freccero, membro del cda Rai, il comico youtuber Daniele Doesn’t Matter e Giovanni Perosino, head of marketing communication Audi, che ha prospettato come le auto ci daranno una mano a recuperare tempo, sostituendosi a noi nella guida, creando così la 25° ora del giorno, un’ora guadagnata alle nostre passioni.

Testo di Antonella Galli – Foto di Efrem Raimondi

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Voices from Radura
Archivio: FuoriSalone 2016

Voices from Radura

Viaggio tra sostenibilità ambientale, biodiversità e post-umano
Data Pubblicazione: 13 April 2016

Sono state tre ore piacevoli, all’insegna della sostenibilità ambientale, quelle che hanno scandito il tempo nell’installazione Radura, realizzata da Stefano Boeri Architetti al centro del Cortile della Farmacia, durante l’appuntamento Voices from Radura, rassegna di incontri organizzati da EasyHome Goho.

A fare gli onori di casa l’architetto Stefano Boeri, che ha raccontato la genesi dell’installazione. “Simbolo della Ca’ Granda è da sempre la colomba, quindi avevo pensato a una grande voliera, un intervento delicato che valorizzasse lo spazio. Poi a un nido, con un perimetro trasparente. Infine, ecco Radura, uno spazio intimo e raccolto”.

350 colonne di legno friulano, una struttura che racconta la storia di un territorio italiano e una storia altrettanto importane di sostenibilità. La musica misura la differenza tra spazio interno ed esterno: quattro brani composti dal musicista Ferdinando Arnò e il cortile come cassa armonica per un luogo di relax e rigenerazione.

Di relax e rigenerazione hanno parlato anche Michele Morgante (Innova FVG) e Matteo Marsilio (Filiera Legno FVG) illustrando le attività dei due enti che si occupano il primo di ricerca concentrata sullo sviluppo del territorio montano del Friuli, mentre il secondo è un consorzio di aziende che lavorano il legno friulano dal bosco al prodotto finale.

Per entrambi, la sostenibilità ambientale è un valore centrale per lo sviluppo e la crescita del pianeta, così come la biodiversità. Due valori “incarnati” da tanti progetti di Stefano Boeri e che hanno unito i protagonisti nella realizzazione di Radura.

In un ideale file rouge, valorizzazione paesaggistica e ambientale è stato il tema al centro dell’intervento di Marco Giachetti (Fondazione Sviluppo Ca’ Granda) che ha raccontato le attività della Fondazione che gestisce un patrimonio agricolo di 85 milioni di mq, con oltre cento cascine e due mila unità immobiliari. Una valorizzazione che abbraccia beni di interesse storico e artistico e sviluppo del sistema forestale e agroalimentare riferiti alla sicurezza e alla qualità alimentare.

A chiudere il cerchio di questo viaggio nella sostenibilità e nella biodiversità hanno pensato gli studenti del corso di Urbanistica del Politecnico di Milano (tenuto dai professori Stefano Boeri e Michele Brunello)

Al centro, il progetto Milano Animal City (città e biodiversità, relazioni tra uomo, vegetazione e animali nel contesto ostico delle metropoli contemporanee) in dialogo con l’esperienza di Waiting Posthuman “piattaforma di ricerca sul post-umano per ridefinire il concetto di essere umano”, secondo le parole del filosofo Leonardo Caffo che ne presentato le linee di fondo. Essere umano che non rappresenta solo forme di vita, ma tentativi di ristrutturazione di forme di vita come l’arte, l’architettura, la musica.

Testo di Danilo Signorello – Foto di Efrem Raimondi

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Interni Open Borders: oltre i confini del design
Archivio: FuoriSalone 2016

Interni Open Borders: oltre i confini del design

Al via oggi, con la Conferenza Stampa di presentazione nell’Aula Magna dell’Università degli Studi di Milano, la mostra evento di Interni
Data Pubblicazione: 11 April 2016

Qual è il vero significato di Open Borders? Che ogni cosa ha una sua origine precisa, senza la quale non potrebbe esistere contaminazione. Partendo da questo dato di fatto, l’evento di Interni vuole porsi oltre i normali confini del progetto. Sia nei materiali, sia nelle forme. E, è il caso di dire, anche oltre i confini fisici delle tre location: Università degli Studi, Orto Botanico di Brera e Torre Velasca.

E Milano è la città ideale per questo tipo di esplorazione. Se esiste in Italia una città veramente open borders, questa è Milano. Città di incroci e ibridizzazioni perenni. Metropoli poliedrica in continua evoluzione, piattaforma internazionale e laboratorio di innovazione, Milano sfugge a qualsiasi tentativo di definizione.

Sperimentazione e contaminazione, innovazione e dialogo, definizione dell’indefinibile (come succederà ad Audi City Lab): tutto questo sarà Interni Open Borders, da oggi fino al 23 aprile.

Nella città dove già secoli fa Leonardo sperimentava e innovava superando gli allora usuali confini della conoscenza umana, è nata l’industria del design. E design significa bellezza, creatività, ricerca, cultura, industria.

Spesso la definizione di industria della cultura fa storcere il naso. Ma non è forse vero che le risorse investite in cultura non sono mai a fondo perso? Da questo punto di vista, l’evento di Interni è da sempre una contaminazione di idee, progettualità, creatività, ricerca e industria, rappresentata da tutte le aziende partner che permettono la realizzazione della mostra-evento durante la Design Week milanese.

Il risultato che ne scaturisce è la bellezza: delle installazioni, delle location che le accolgono, di incontri e dibattiti che animano la settimana. E se forse la bellezza non salverà il mondo, sicuramente permetterà sempre di conoscerlo, progettarlo, migliorarlo.

Testo di Danilo Signorello – Foto di Efrem Raimondi

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Casetta del Viandante

Casetta del Viandante

A cura di Marco Ferreri
Cortile del 700
Data Pubblicazione: 6 April 2016

In Italia, anticamente, i due terzi delle strade erano mulattiere e sentieri: spesso il loro tracciato era legato al commercio, ma i camminamenti erano percorsi anche dai pellegrini che si recavano nei luoghi santi.

Negli ultimi anni la pratica del camminare ha conosciuto un grande rilancio: si cammina per tenersi in forma, per riscoprire la lentezza, per conoscere più da vicino la natura e il paesaggio.

Muovendo da queste considerazioni, l’architetto e designer Marco Ferreri ha interpretato il tema di Open Borders nell’ottica di un rinnovato contatto con la natura e ha ideato la mostra Casetta del Viandante proponendo un modello di albergo diffuso a basso impatto ambientale dedicato ai nuovi pellegrini.

La mostra presenta quattro moduli abitativi autonomi di circa 9 mq, realizzati prevalentemente in legno. All’interno di ciascuno trovano posto due giacigli, un tavolo edue sedie pieghevoli, una cucina e un bagno. Ogni modulo è energeticamente autonomo grazie a pannelli solari, microeolico e accumuli di acqua, energia termica ed elettrica.

Ciascuno dei quattro moduli è stato allestito e personalizzato con proprie creazioni da Marco Ferreri, Michele De Lucchi, Denis Santachiara e Stefano Giovannoni.

Casetta del Viandante è stata designata come mostra ufficiale della XXI Triennale Internazionale di Milano ’21st Century. Design After Design’.

Partner: Cacciati Costruzioni Restauri, Arex, Esa Progetti, DeMarinis, D’Officina, Pertinger, SID

Progetto di illuminazione e luci Artemide

 

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