INTERNI. The Magazine of Interiors and Contemporary Design

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Tutti i volti di un’icona
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Tutti i volti di un’icona

In occasione dei suoi primi 50 anni, Cobra (disegnata da Elio Martinelli per Martinelli Luce) si rifà il look: oltre che nella versione rossa, la lampada si veste di una serie di texture create ad hoc da alcuni designer e presentate alla Triennale di Milano a partire dal 27 febbraio 2018
Data Pubblicazione: 23 February 2018

Per celebrare i 50 anni di Cobra, ho pensato prima di tutto a un nuovo colore, il rosso: brillante, simbolo di fuoco, battaglia, forza, luce, che ne esprimesse la forte personalità. In passato, negli anni Settanta, Cobra era già stata proposta in tinte vivaci come giallo, arancio e ancora rosso. Quindi questo è stato quasi un revival per ricordare un prodotto ancora in catalogo e più che mai attuale”.

Così Emiliana Martinelli (figlia di Elio, presidente di Martinelli Luce e anima creativa del marchio) introduce le iniziative dedicate ai festeggiamenti di un’icona del design italiano, progettata e prodotta nel 1968: una lampada da tavolo avveniristica, originariamente creata nelle versioni bianca e nera, così in anticipo sui tempi da risultare spiazzante per l’epoca, e ancora oggi talmente attuale da essere presente all’interno di produzioni cinematografiche internazionali, sia del passato sia contemporanee.

Con il suo perfetto equilibrio tra design innovativo e rigore formale, Cobra è formata da due corpi stampati in resina termoindurente: la parte inferiore ruota sulla base sottostante in acciaio, ed è collegata a quella superiore da un giunto centrale che permette la rotazione di 360°. Un oggetto racchiuso in una sfera, dove il movimento rotatorio del riflettore intorno allo snodo centrale permette di descrivere sfere sempre nuove.

Tornando all’anniversario, Emiliana Martinelli ha voluto rendere omaggio al padre Elio invitando una serie di designer che collaborano con l’azienda e alcuni amici a essa vicini – tra i quali, Luisa Bocchietto, Michel Boucquillon, Alessandro Guerriero, Alessandro Mendini, Angelo Micheli, Paola Navone, Karim Rashid, Marc Sadler, Brian Sironi e lei stessa – a rivisitare la Cobra attraverso una texture grafica realizzata ad hoc da applicare sulla lampada.

Ogni progetto-texture è prodotto in trenta esemplari, più tre prove d’autore, firmati e numerati. Queste rivisitazioni d’artista faranno parte di un percorso espositivo che inaugura il 27 febbraio alla Triennale di Milano, dove sono state presentate sia la versione rossa, sia quelle rivestite dalle inedite texture. (Andrea Pirruccio)

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Other Size Gallery
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Other Size Gallery

Apre a Milano, in via Andrea Maffei 1, un nuovo spazio espositivo con la mostra Babel di Christian Leperino - 23 febbraio / 22 aprile 2018
Data Pubblicazione: 23 February 2018

Nasce Other Size Gallery che apre al pubblico con una mostra personale di Christian Leperino dal titolo Babel. Lo spazio espositivo si colloca all’interno del concept Workness che coniuga bistrot, angolo bar-libreria dove ascoltare anche musica dal vivo e tanta arte contemporanea.

Con la curatela di Maria Savarese, Other Size Gallery è uno spazio in cui la cultura contemporanea si esprime attraverso le molteplici espressioni dell’arte, dalla performance alla pittura, dalla scultura alla fotografia.

In mostra, dipinti e carte dialogano con alcune sculture, realizzate per questa occasione, caratterizzate da un forte sviluppo verticale e da un’accentuata sintesi formale: “torri-città” che s’inerpicano verso l’alto e sulle quali proliferano le sagome scarnificate di alti edifici, strade, cavalcavia, cisterne.

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Nel nome della madre. Adele Ceraudo
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Nel nome della madre. Adele Ceraudo

Pan Palazzo delle Arti - Napoli - 24 febbraio/19 marzo 2018
A cura di Daniela Wollmann
Data Pubblicazione: 23 February 2018

L’artista Adele Ceraudo è ospitata al Pan Palazzo delle Arti di Napoli, dal 24 febbraio al 19 marzo, con una personale di oltre 50 opere che ripercorrono i momenti salienti dei suoi 10 anni di attività, caratterizzati da diverse forme espressive quali disegni, opere pittoriche, fotografie, installazioni, video, performance e una serie lavori, in cui sperimenta contaminazioni di linguaggi.

Tema centrale della mostra intitolata Nel nome della madre. Adele Ceraudo è la femminilità, approfondita sotto differenti punti di vista umani e sociali.

Adele Ceraudo da sempre pone al centro della sua arte la figura della donna di cui descrive tutte le caratteristiche, sia quelle legate alla gioia alla positività, alla seduzione, fino ad arrivare agli aspetti più tragici legati alla violenza e al dolore.

Nel corso di tutta la durata della mostra, ogni giorno, Adele Ceraudo si esibirà in una performance scenico-teatrale, con il supporto di un video (regia di Andrea Cagno) e accompagnamento sonoro a cura di Marius Arcioni, intitolata “Da Madonna a donna”. Un omaggio alla figura della Madonna e una trasformazione che da immagine iconografica Mariana conduce alla persona viva, alla donna, nonché all’artista stessa come riferimento per l’universo femminile.

Accompagna la mostra un catalogo bilingue italiano – inglese, con testi della curatrice Daniela Wollmann, di Gianpasquale Greco, storico dell’arte e Luigi Polillo, tradotti da Maria Rosaria Tomas.

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Messaggi per un altro mondo
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Messaggi per un altro mondo

Data Pubblicazione: 22 February 2018

Valcucine continua il percorso e impegno sul tema della sostenibilità portato avanti dal proprio co-fondatore, il designer Gabriele Centazzo, promuovendo un progetto curato da Alessandro Biamonti, che ha visto impegnati otto designer.

Mercoledì 21 febbraio, nello showroom Valcucine di Milano Brera, i designer Stefano Citi, Maurizio Lai, Francesco Librizzi, Raffaella Mangiarotti, Philippe Nigro, Lorenzo Palmeri, Federico Peri e Ilkka Suppanen, hanno raccontato la sfida di immaginare un oggetto fragile, trasparente e prezioso come il vetro, al quale affidare il proprio messaggio per un Altro Mondo

Demiurgo delle 8 opere il soffiatore e artista del vetro Massimo Lunardon.

Il vetro, con la sua fragilità, è un materiale concettualmente stimolante al quale viene spesso affidata la protezione di oggetti importanti: dalle teche dei musei alle bottiglie alle quali, nell’immaginario storico, i naufraghi affidano i loro messaggi.

Valcucine e Spotti Milano hanno presentato le opere contestualizzandole in un concept che unisce la sapienza di una macchina leonardesca, all’incoscienza di un alieno che la muove. Non siete i padroni ma solo un dente di un ingranaggi è il nuovo aforisma che ha ispirato la scenografia curata dagli stessi Massimo Lunardon e Gabriele Centazzo.

Il messaggio per un altro mondo non si fermerà ad una nobile riflessione sul futuro dell’ambiente, ma avrà un risultato tangibile grazie all’asta che verrà organizzata per la vendita delle 8 opere esposte e il cui ricavato verrà devoluto a Bioforest, la prima associazione ambientalista di industriali italiani. L’asta verrà supportata dalla piattaforma online CharityStars.com.

 

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